Edimburgo e le Highland

Rientrata da una breve vacanza in Scozia ecco cosa ricorderò dei mio viaggio (ad uso e beneficio di chi vuole visitare la terra degli Highlander):

  • Non hanno montato le banchine dei bus al contrario… Sono furbi, avendo il vetro lato strada, chi aspetta non viene sommerso da ondate d’acqua e rimane protetto dal vento e garantisco che qui pioggia e vento sono una questione seria.
  • Se siete vegetariani potreste morire di fame, ho visto piatti vegan in alcuni pub e ristoranti ma si tratta di una minoranza, la carne qui è un must e le proteine galoppano nei piatti tipici, come i soldati scozzesi in battaglia a Waterloo.
    Faccio presente che Napoleone da loro le ha prese di santa ragione e la stessa cosa può accadere, se non siete abituati, al vostro organismo…
  • Il motivo “tartan” è ovunque, fosse per loro il kilt sarebbe un capo di moda perenne, probabilmente anche adeguandosi al colore pantone dell’anno per le fashion addicted. C’è il tartan della principessa Diana, quello dei vari clan, ci sono pantaloni, giacche, le immancabili sciarpe, i vestitini per i cagnolini e i guinzagli, le calze, le coperte, le tovaglie, persino gli occhiali da sole in tartan. Quando torni, per almeno due giorni, vedi ogni cosa ricoperta dal caratteristico motivo a quadri. Secondo me ha poteri ipnotici…
  • Se hai bambini ricordati che la cucina dei pub chiude alle 20 e che in alcuni non possono nemmeno entrare. In linea generale dopo le 20 si mangia solo nei ristoranti (forse…). Lo scozzese cena alle 19, alle 20 fa il pieno di whisky e birra, alle 23 è sdraiato da qualche parte ubriaco fradicio o a casa a dormire. Niente incidenti mortali di notte, 8 ore di sonno comunque garantite e a soli 20 anni, il fegato resistente come quello di un rinoceronte…
  • Se senti odore di cibo per gatti stai passando vicino ad una distilleria di whisky, non chiedetemi perchè…
  • Per chi non ama il whisky (che qui deve per forza assaggiare), sappiate che ci sono whisky che anche una donna seppur reticente potrebbe bersi tutto d’un fiato, frega il fatto che alcuni hanno il sapore del ribes e del miele e non si sente traccia d’alcol… Se non dopo che hai svuotato il bicchiere.
  • Le highland sono belle, paesaggi spettacolari senza dubbio, ma 5 ore di pulman per andare a Lochness puoi serenamente evitartele, la ridente cittadina sul lago non ha nulla di speciale se non, con impegno, il sistema di chiuse. Il lago non è molto diverso dal Garda, se non fosse per tutta la pantomima che ci hanno costruito sopra probabilmente non ci andrebbe nessuno. Ma io credo che Nessie esista (come le fate e gli unicorni del resto) pertanto alla fine sono rimasta un’ora con gli occhi incollati sul video del sonar della barca sperando di vederlo. Col senno di poi comunque avrei scelto il tour dei castelli.
  • Se andate nelle highland partite dal presupposto che c’è un abitante per 5 chilometri quadrati (con ottimismo…) e che la Scozia ha 5 milioni di abitanti e 8 milioni di pecore. Pertanto di pecore ne vedrete parecchie, di forme di vita umana poche se escludiamo il suonatore di cornamusa che tutte le mattine si fa almeno 3 ore di macchina per deliziare i turisti al pendio della valle del massacro di Glen Coe.
  • In questo periodo meglio evitare di parlare con gli scozzesi di Brexit e Inghilterra in generale, sono incazzati neri quindi non tentate di coinvolgerli in una serena discussione politica, hanno già i loro problemi. A titolo informativo tenete presente che la Scozia vive per una buona percentuale (che non ricordo) di turismo e per l’80% di produzione e esportazione di whisky. Le strutture turistiche e la ristrutturazione dei luoghi d’interesse artistico e/o paesaggistico sono finanziati dalla comunità europea pertanto traete voi le conclusioni…
  • Sui bus state seduti e non provate ad alzarvi fino alla vostra fermata, ove disponibili allacciate sempre le cinture di sicurezza, sono ostici sul tema sicurezza e potrebbero reagire in modo inappropriato… Su questo nulla da dire, hanno tutte le ragioni.
  • Se volete un kilt evitate di spendere un sacco di soldi, in Victoria Street (dietro al castello di Edimburgo) c’è il negozio “Amstrong and son’s” dove lo troverete usato a prezzi più che onesti, al rientro però portatelo in lavanderia…
  • Apriamo la questione souvenir, approfittatene per rifarvi il guardaroba invernale, investite in tutto ciò che è di lana: sciarpe, cappelli, maglioni, calze. Fate scorta di shortbread (biscotti che in realtà sono veri e propri panetti di burro aromatizzati) se vi piacciono e naturalmente di whisky, su cui però bisogna aprire una parentesi. In città con 30/40 sterline portate a casa un ottimo whisky ma se siete dotati solo di bagaglio a mano non ve lo fanno passare, escludete a priori la possibilità di comprarlo in areoporto, son mica scemi, sanno perfettamente che non potete trasportare bottiglie comprate fuori pertanto costa molto di più. L’alternativa è farvelo spedire ma ovviamente non potete comprarne una sola bottiglia…
  • Copritevi, il clima cambia ogni 3 minuti, a fine giugno la temperatura massima col sole è 17 gradi ma c’è comunque vento e non parlo di fresca brezzolina piacevole, ma di vento che arriva direttamente dall’artico pertanto, sebbene gli scozzesi in questo periodo vadano in giro in pantaloncini e maglietta a maniche corte, noi italiani rischiamo la broncopolmonite. Vi dico solo che il terzo giorno ero in farmacia a farmi dare un decogestionante per la sinusite e ho scoperto che ne hanno almeno 14 tipologie diverse per ogni singola personale e soggettiva esigenza…
    Portatevi anche sempre dietro un impermeabile, gli ombrelli col vento sono sconsigliati, non fatevi fregare se la mattina quando uscite c’è il sole, tranquilli che prima o dopo una vascata d’acqua la prendete, specialmente se andate nelle highland dove piove 246 giorni all’anno.
  • Lo zoo è spettacolare, ho perso il conto delle specie che vi risiedono e  tutte hanno veri e propri habitat ricostruiti con fedeltà e attenzione. Io ci sono andata per vedere Tian Tian e consorte, due panda giganti che gli scozzesi stanno tentando da circa 7 anni di far accoppiare con scarsissimi risultati, ma del resto dopo aver visto il panda maschio metterci 35 minuti a mangiare 3 canne di bambù per poi “svenire” addormentato sul posto capisco che è un’impresa pittusto ardua e perchè rischiano l’estinzione. Praticamente il panda è una sorta di “bradipo” gigante bianco e nero, ma li amo lo stesso.

Direi che è abbastanza per un post che sta già diventando un enciclica.

Ovviamente non potevano mancare le foto, le trovate tutte nel mio album su Flickr –> Clicca qui

Buona visione!

IMG_4005

 

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